In attesa di ripartire

Forcella Ciadin alla Bepi Zac ( 2.700mt)

Forcella Ciadin alla Bepi Zac ( 2.664mt.)

Manca poco alla ripresa del progetto. La neve via via si sta sciogliendo e lascia spazio ai sentieri che a breve saranno nuovamente percorribili. Preparerò gli zaini e mi rimetterò in cammino sul Sentiero della Pace e dintorni, per continuare a raccontare, a mio modo, questa Grande Guerra a cento anni dal suo scoppio in Trentino. Nel frattempo, studiando i nuovi percorsi, riaffiorano i ricordi di quanto fatto fino a qui, dei luoghi visitati: Slaghenaufi, Spitz Verle, Pasubio, Rolle, Cavento, Nagià Grom, per citarne solo alcuni. E poi, ad esempio, la Ferrata Bepi Zac al Passo San Pellegrino (video): che splendida “due giorni” è stata quella. Sandro (Vidi) ed io siamo arrivati allo splendido Rifugio Le Selle in un tardo pomeriggio di inizio estate. Dal Passo San Pellegrino non è molto; un’oretta e mezza per pratoni e si è su, facile facile. C’è anche una seggiovia, all’occorrenza, che in stagione riduce della metà il percorso. Per questo il rifugio, grandioso nido d’aquila dalla vista mozzafiato, è meta di molti turisti che però, quando sono le cinque del pomeriggio, più o meno, iniziano a scendere, lasciando nuovamente il paesaggio e il luogo al suo silenzio naturale.  Ed è proprio così che l’ho trovato; è così che l’ho sentito al mio arrivo. Ancora prima di varcare la porta d’entrata mi sono lasciato portare da questa vista strepitosa per qualche decina di secondi, accompagnato dall’immancabile voce del vento. Secondi che mi sono sembrati giorni, mesi, anni. Ho girato su me stesso per guardare prima verso il Passo e poi su fino al Civetta e poi girando ancora verso il Col Margherita con dietro le Pale di San Martino; e ancora girando e guardando verso lo Juribrutto e Cima Bocche e poi l’Alta Via Federspiel che arriva da Pozza di Fassa che si vedeva laggiù, in lontananza; e poi sopra tutto il Gruppo del Catinaccio, il profilo delle Torri del Vajolet e il Sassolungo, per poi scendere e lasciare atterrare gli occhi proprio davanti a me, sull’attacco della Ferrata Bepi Zac, che ci avrebbe portato l’indomani verso nuove tracce di una Guerra terribile, vissuta a quote durissime. In attesa di ripartire rivedo tutto ciò e, come un bambino che aspetta Natale, non vedo l’ora di poter tornare a calpestare quei sentieri, nel silenzio totale delle montagne a fine primavera. Con me solo il vento, quel vento che mi accompagna fin dal mio primo passo lungo questo bellissimo Sentiero della Pace, e che ancora sarà con me per tutti i passi che verranno.

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