Il vento, il mio filo rosso

Me_profilo_rosso_02Entrare nel progetto, nel mood di ogni progetto, per me è fondamentale. Prima di un qualsiasi scatto, del primo scatto, devo sentirlo.  Allora leggo, mi informo, mi curvo sui testi per giorni; curioso in giro, ascolto, mi confronto, mi muovo, visito, scrivo, cestino, riscrivo. Penso. Lascio che tutto si depositi. E poi riprendo, e rileggo, cancello qualche riga, e aspetto. Aspetto che dentro la testa arrivi improvvisa quella nota, quel “la” perfetto, penetrante e cristallino del diapason a illuminarmi. Non ci sono scorciatoie, non ci sono stratagemmi per fare in modo che quella nota arrivi in altro modo o che arrivi più velocemente. A un certo punto succede. Semplicemente. E lo riconosci. Perchè ti si apre il mondo, tutto comincia a fluire e a riempire di suggestioni il cervello e il cuore. Già vedi le inquadrature anche senza esserci mai stato; già senti le mani che vibrano, impazienti di tenere quella macchina che ti accompagnerà per giorni, forse mesi e liberarla finalmente negli scatti che saranno. E così è successo, anche questa volta. Buio totale per settimane intere, libri divorati e tutto il resto e poi… la suggestione. La chiave di accesso all’interpretazione, quel filo rosso che mi guiderà ora è chiaro e ben visibile: la Guerra, i morti, le creste, le montagne, i combattimenti, le trincee, soldati che vanno, vengono, scompaiono, il più delle volte per sempre. Ma con una costante, immancabile, eterna presenza: il vento. Solo il vento, unico, perenne testimone e custode della/nella Storia. Il vento, il mio filo rosso. Anche in questo 2014, quando mi troverò a girar per creste e per sentieri, so ci saranno persone ad accompagnarmi, amici con i quali farò dei tratti insieme, Guide alpine che mi assicureranno in passaggi delicati. Ma che io sia con loro o che mi ritrovi a camminare da solo, so per certo che con me ci sarà sempre il vento, con il suo frusciare, lieve o forte,  discreto o potente, irascibile o dolce. Sempre e solo il vento e la sua voce. Quel vento che tutto ha visto e tutto può raccontare, a chi saprà ascoltarlo. Per non dimenticare il devastante dolore di una Guerra.

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Una risposta a “Il vento, il mio filo rosso

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