Passo Rolle: il vento mi ha detto che…

lago2kAlle otto di mattina di un giorno dello scorso giugno, la gentilissima signora Cristina Cosimi, che insieme alla famiglia gestisce il delizioso Hotel Vezzana al Passo Rolle, nostro campo base per questa sessione, ci porta ( me e il mio – quasi – inseparabile  amico Sandro Vidi) alle spalle dell’Hotel e inizia a snocciolare, indicandoceli con il dito, i luoghi più interessanti che non dovremo mancare durante il nostro giro. Ci consegna anche una cartina molto particolare che marca bene in vista le trincee, le fortificazioni, le gallerie che incontreremo sul sentiero che ci porterà verso Cima Cavallazza, passando dalla Tognazza, con sempre bene davanti a noi il Colbricon e tenendo le spettacolari Pale di San Martino alla nostra sinistra. E’ la conferma di quanto mi ha suggerito giorni prima, con grande precisione,  il mio amico, esperto e preziosa memoria fotografica di questi – e altri –  luoghi Alessandro Ghezzer di Girovagando in Montagna (forum e sito molto consigliati). Un percorso su sentiero ben segnato e sempre in cresta, a sbalzo sulla Valle di Primiero e con il magnifico Parco Naturale di Paneveggio sempre sotto agli occhi alla nostra destra. 
Risalendo dunque, e dapprima, una delle piste da sci del Passo, proprio dietro l’Hotel Vezzana, seguendo il sentiero che porta verso il bordo di Cima Tognazza, iniziamo a vedere quello che sarà il nostro punto di arrivo ( 2.30′ ca.): Cima Cavallazza, la quale vetta ci regalerà una vista spettacolare e a 360° su tutto il Gruppo delle Pale, il Colbricon e relativi laghetti, Il Parco di Paneveggio e fin giù verso le Dolomiti venete.  Questi luoghi sono stati importante caposaldo di linea austriaco e occupato cruentemente dalle truppe italiane della colonna Ferrari (IV Armata) alla fine del 1915. C’è molta Storia presente. E si vede chiaramente fin dalle prime battute di questa giornata. Il meteo non è dei migliori: nuvole, poi nuvoloni, poi vento, poi pioggerellina, un po’ di sole che va e viene. Ma per quanto mi riguarda, fotograficamente parlando, è perfetto. Quello che abbiamo visto e trovato lungo questo nostro sentiero (facile e abbordabile sia come difficoltà che come fatica per un buon 80% da chiunque abbia un minimo di esperienza su sentieri di montagna e per il rimamente 20% qualche tratto con cordini per alcuni passaggi un po’ aerei seppure sempre su sentieri visibili e marcati; tratti comunque evitabili preferendo la variante “interna” e tranquilla ovvero quella poco sotto cresta) lo potete vedere nel video-report nel mio canale Youtube oppure qui, nel blog, alla pagina indicata. Quello che voglio invece dirvi è che se aveste per caso l’occasione di trovarvi in zona – e per zona intendo San Martino di Castrozza o Predazzo o comunque in Val di Fiemme – salite fino al Passo Rolle e invece di seguire la massa di persone che percorre i classici e più “blasonati” sentieri, dedicate la vostra giornata a questo balcone naturale su tutto ciò che vi circonderà non appena avrete preso facilmente quota, arrivando anche solo fino alla prima Cima Tognazza in un’oretta. Potrete inoltre scoprire e visitare grotte, fortificazioni, anfratti, trincee che hanno veramente scritto la Storia. Oppure vedere splendidi laghetti, nascosti agli occhi di tutti fino a che non ci si capita proprio a pochi metri. Gli appassionati di fotografia, infine, avranno il migliore punto di vista sulla Pale di San Martino e con il Cimon della Pala proprio spiaccicato davanti ai loro obiettivi. Tornerete contenti da dove siete venuti e magari, la prossima volta, salirete direttamente al Rolle per rimanerci qualche giorno di più. E’ un posto magico e c’è da credermi: me l’ha detto il Vento ;-) Ciao!

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Una risposta a “Passo Rolle: il vento mi ha detto che…

  1. Ciao Alberto, bellissimo leggerti dalla lontana Germania, seguendo i tuoi spostamenti nelle mie terre trentine. Se sei ancora in zona, ti consiglio la Valle del Vanoi, con sullo sfondo il meraviglioso monte Cauriol. Nel piccolo paese di Caoria di Canal San Bovo trovi anche il museo dedicato alla prima grande guerra, merita una visita.
    Un abbraccio, con stima, buona luce.
    Mirco Bonvento
    (Stade, Hamburg)

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