Pasubio / Anteprima


Oggi, giovedì mattina, 20 giugno. Sandro e io siamo da poco rientrati dalla sessione fotografica sul Pasubio. L’emozione è ancora forte. Chi c’è stato sa cosa significhi camminare in quegli spazi, su quei sassi, lungo quei camminamenti, su e giù per tutti gli avvallamenti che lo rendono così particolare. Ma l’emozione è ancora più particolare perchè abbiamo vissuto e traversato questo luogo in totale solitudine, quasi fosse riservato solo a noi. Per due giorni abbiamo incontrato solamente uno sparuto gruppetto di tedeschi che poi è svanito nel nulla, forse ha proseguito per la Strada degli Scarubbi o delle 52 gallerie. Non ho tempo ora di farvi un report completo, lo farò questo prossimo fine settimana. Oggi rimappiamo i percorsi che rimangono, visto che la neve sta velocementre scomparendo, e domani ( venerdì 21) se il tempo non fa le bizze ci porteremo sul Torrione d’Albiolo. Ho voluto però da subito trasmettervi queste mie sensazioni montandovi questa breve anteprima per darvi il senso di quello che vedrete e leggerete prossimamente.  Ok, prima di chiudere desidero ringraziare sinceramente  Paolo Bortoloso e famiglia, che gestiscono il delizioso Rifugio Vincenzo Lancia all’Alpe Pozza (sopra Giazzera, area Rovereto -Tn) e Renato Leonardi, gestore dello spettacolare Rifugio Achille Papa nella parte vicentina del massiccio, con il suo staff. Li ringrazio per la cortesia, per disponibilità, simpatia con la quale ci hanno accolto e mi complimento con loro per la grande qualità dei servizi offerti nelle loro strutture. A partire dalla qualità del cibo, cosa assolutamente fondamentale per chi va per montagne. Buona visione dunque, vediamoci su Facebook per i prossimi post in diretta quando siamo in giro e poi di nuovo qui per i racconti ok? Ciao, a presto :-)

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Una risposta a “Pasubio / Anteprima

  1. “Di qui non si passa”… era il motto della brigata comandata dal Gen. A. Papa. Esso racchiude tutto il senso delle profonde ferite subite dal monte Pasubio e dell’estremo sacrifico di tutti quegli Alpini caduti per garantire l’inviolabilità delle valli sottostanti. Ho percorso quelle trincee e quelle gallerie… ed ancora oggi percepisco il silenzio di quella montagna e di quelle vite dissolte nel vento. Sono orgoglioso di aver scelto di svolgere il mio servizio militare in quei luoghi custodi di anime e sono felice che sia tu, Alberto, con le tue immagini a rinvigorire la loro memoria. Buona luce… ;-)

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