Voi e Solo Il Vento.

La neve sta pian piano sciogliendosi, il tempo si sta pian piano mettendo al bello, la buona stagione sembra abbia scelto la strada giusta da percorrere. Anche per me, dunque, tempo di lasciare i sentieri più semplici e iniziare a guadagnare quota. Tra qualche giorno inizieremo a sentire sotto le scarpe da montagna i sassi del Pasubio, ci assicureremo alle ferrate come la Bepi Zac sul San Pellegrino, percorreremo delle magnifiche dorsali come quella del Torrione d’Albiolo al Passo del Tonale. E poi ancora su verso Cima Juribrutto e poi ancora il Corno di Cavento e Punta Linke e via, è proprio il caso di dirlo, di questo passo. Ci attende un bel mese, non c’è che dire. In questo momento di passaggio, però,  voglio prendermi qualche minuto di pausa per dedicare un post, questo post, a tutti coloro che finora mi hanno dedicato commenti veramente profondi, pensieri affettuosi e messaggi di amicizia. Mi fa enormemente piacere che stiate seguendo questo progetto con così tanta partecipazione; e una partecipazione di così grande qualità. Messaggi nel blog, via email, commenti su ogni fotografia postata nella mia pagina facebook, consigli sui percorsi, vostre esperienze, segnalazioni particolari su questo o quel luogo che “non devo assolutamente perdere” o mancare di fotografare. Io giro prevalentemente da solo, a breve insieme alla mia guida alpina e amico Sandro Vidi,  ma sento che ogni mio passo è seguito seppur virtualmente da centinaia di persone. MI fa piacere inoltre che coloro che hanno nella loro Memoria traccia di questi luoghi, per via dei nonni, bisnonni o comunque parenti in famiglia, possano ritrovare nelle mie fotografie e nel progetto tutto, la propria Storia e certe sensazioni che magari gli erano state raccontate da piccoli. Sono assolutamente ben consapevole che questo progetto e i soggetti fotografati e da raccontare non siano “semplici”. Voglio dire, non certo emotivamente immediati e “zuccherosi” come lo può essere la fotografia di una montagna nel pieno della sua bellezza e maestosità. Sono invece fotografie quasi sempre di dettaglio e di diverso impatto emotivo, da far “depositare” con tutta la calma del caso nel profondo della propria anima e poi pian piano far venire a galla. Sono certamente fotografie, come dire,  molto più consistenti e “importanti” dal punto di vista del contenuto, per tutto quello che rappresentano. Seppure viste dal mio punto di vista. Quindi un plauso sincero alla vostra attenzione e al vostro impegno a continuare questo viaggio con me, giorno dopo giorno. E’ per me un progetto fantastico e allo stesso tempo faticoso e non certo dal punto di vista fisico ( per questo basta essere allenati…) ma dal punto di vista psicologico: per ciò che devo rappresentare, sapendo che devo e voglio farlo possibilmente in punta di piedi, cercando di far passare più che altro il senso delle cose affinchè poi ognuno raccolga secondo la propria sensibilità. Penso infatti che per raccontare una guerra e ciò che rimane a cento anni dal suo scoppio, non sia per forza necessario fotografare la maestosità di un Forte e le sue bocche destinate agli obici e alle loro bombe. Penso sia sufficiente camminare una mattina presto in un delizioso bosco di alberi altissimi, nel silenzio più totale,  e incontrare un mucchio di sassi con una croce sopra che recita “Ad perpetuam rei memoriam“. Un semplice segno e il suo tragico senso. Appunto.
Grazie ancora a tutti voi; e ora via, che devo preparare lo zaino ;-)
Con amicizia, alberto

(Nella foto: Trincee del Nagià Grom, Val di Gresta – Mori, Tn )

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4 risposte a “Voi e Solo Il Vento.

  1. Presto fatto! Ho osservato con attenzione i percorsi e ho notato che hai omesso l’Ortigara. Non ti dirò “non devi assolutamente perderlo” ma ti dirò dell’Ortigara come l’ho vissuto io, poi vedi tu. Già dal monte Lozze trascinadomi i miei 15 chili di attrezzatura ho avvertito una strana sensazione. Mi ero letto e riletto Ortigara 1917 di Pieropan e mi aspettavo un bel ceffone. Arrivato al Baito dell’Ortigara ho alzato gli occhi verso il Vallone dell’Agnellizza: “…andavamo all’assalto correndo sui cadaveri dei nostri commilitoni che sul fondo della valle superavano i 4 metri di altezza…”. Ho percorso lungamente quel Golgota e nonostante le miei visite sul Carso e in altri luoghi di guerra mai mi immaginavo una visione simile, mio figlio Guido continuava a domandarmi che cosa avessi, visto che non ho più proferito parola, e facevo lunghe soste per nascondegli le mie lacrime di commozione. Siamo scesi e abbiamo pranzato al Rifugio Cecchin ospiti del Gruppo Alpini di Marostica che si occupa encomiabilmente di mantenere viva la memoria e facendo opera di manutenzione. Pian piano grazie agli alpini e a uno strano liquido trasparente in bottiglie unbranded il cuore si è, seppur poco, riscaldato. Dimenticavo: non ho uno scatto di questo pellegrinaggio. Spero che tu andandoci abbia le forza, che a me è mancata, di scattare! Cesare.

    • Cesare tutto bellissimo .. ti ringrazio per lo spunto e il “trasporto” con il quale mi hai dato il suggerimento:-)
      Ma… questo non è un progetto “privato”: il mio committente è la Provincia di Trento ovvero la Regione Trentino. Il progetto è “sul Sentiero della Pace a cento anni dallo scoppio della Guerra “In Trentino”. E l’Ortigara è in Provincia di Vicenza ;-) Va da sè che questo tuo suggerimento va comunque nella mia agendina rossa per i prossimi futuri percorsi. Grazie ancora, Alberto

      • Scusa hai ragione anche se il confine ci passa proprio sopra fa parte del Sentiero della Pace dell’Altipiano dei Sette Comuni, contiguo a quello che stai percorrendo. Saranno ancora gli effetti dell’elisir alpino.

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