Genesi di una suggestione

segui_soloventoEntrare nel progetto, nel mood di un progetto del genere, per me è fondamentale. Prima di un qualsiasi scatto, del primo scatto, devo “sentirlo”.  Leggo, mi informo, sto sui testi per ore, giorni; curioso in giro, ascolto, mi confronto, mi muovo, visito, scrivo, cestino, riscrivo. Penso. Lascio quindi che tutto si depositi. E poi riprendo e rileggo, cancello qualche riga, faccio qualche integrazione e aspetto. Aspetto che dentro la mia testa arrivi improvvisa quella nota, quel “La” perfetto, penetrante e cristallino del diapason a illuminarmi. Non ci sono scorciatoie, non ci sono stratagemmi per fare in modo che quella nota arrivi in altro modo o che arrivi prima. Succede, ad un certo punto. Lo riconosci. Perchè ti si apre il mondo, tutto comincia a fluire e a riempire di suggestioni il cervello e il cuore; già vedi le inquadrature anche senza esserci mai stato; già senti le mani che vibrano, impazienti di tenere quella macchina che ti accompagnerà per giorni, forse mesi e liberarla finalmente negli scatti decisivi. Mentre trattieni il fiato senza accorgertene. E così è successo anche questa volta. Buio totale per settimane intere, libri divorati per assorbire e poi dimenticare ed essere così il più naturale e personale possibile nel vedere, scattare, raccontare. Poi di colpo una suggestione, una chiave di accesso al progetto e alla sua modalità di interpretazione. Eccola, la suggestione-guida: la Guerra, i morti, le creste, le montagne, i combattimenti, le trincee, soldati che vanno, vengono, scompaiono, il più delle volte per sempre. Ma una costante, immancabile, eterna presenza: il vento. Solo il vento, unico, perenne testimone e custode della/nella Storia. Quando mi troverò a girar per creste e per sentieri, avrò persone che mi accompagneranno, amici con i quali farò dei tratti insieme, Guide alpine che mi assicureranno in passaggi delicati. Ma che io sia con loro o che mi ritrovi a camminare da solo già so che con me ci sarà sempre il vento, con il suo frusciare, lieve o forte,  discreto o potente, irascibile o dolce.

Solo il vento. Quel vento che è lì da sempre, che tutto ha visto e tutto può raccontare a chi saprà ascoltarlo. Nelle nebbie della mattina, tra i sassi freddi di brina, un torrente che scorre via, mentre qualche nuvola arriva a ricoprire velocemente tutto. Come a voler nascondere il devastante dolore di una Guerra.

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